Attività Culturali

Gli spazi di Tagliatelle accolgono programmi e rassegne teatrali, musicali e di cinema all’aperto, curate dal gruppo di partenariato del partenariato e in collaborazione con altre realtà del territorio.
All’interno delle sale di Tagliatelle sono, inoltre, periodicamente ospitate mostre ed esposizioni.
Nella pianificazione e nella proposta degli eventi culturali, tutte le parti organizzatrici saranno impegnate nel garantire la massima accessibilità alle attività proposte, con l’obiettivo di lavorare per abbattere le barriere fisiche, economiche e sociali che, spesso, impediscono la piena integrazione di tutte le componenti della società.
Attraverso l’arte, in ogni sua forma, si vuole contribuire alla crescita del quartiere e della città.

Tagliatelle è un palco immerso nel verde dove diverse compagnie mettono in scena storie. 

Dall’apertura sono stati ospitati spettacoli teatrali di Improvvisart, Ura Teatro, Senza Confine Teatro; 

Digiunando davanti al mare // a cura di Ura Teatro

La figura di Danilo Dolci sfugge a qualsiasi tentativo di classificazione: poeta,
intellettuale, pedagogo. Dopo un breve viaggio in Sicilia decide di ritornarci e di mettersi al fianco degli ultimi, dei diseredati, dei banditi come li chiamava lui stesso. Negli anni cinquanta organizza e promuove tantissime manifestazioni e scioperi in difesa dei diritti dei contadini, dei pescatori, dei disoccupati. Il suo attivismo gli valse due candidature a premio Nobel per la pace e il riconoscimento a livello internazionale del suo operare.
Sempre in quegli anni con i contadini progetta e realizza una radio clandestina, un asilo, una diga, l’università popolare insieme a tanti progetti culturali. Quello che più mi interessa in questa figura sono le sue qualità umane, il suo grande potere comunicativo e soprattutto la fiducia che sapeva spargere attorno a sé. Qualità che gli permisero di creare un grande movimento popolare che sfociò nel grande “Sciopero alla rovescia”; manifestazione che rivendicava il fatto che dei disoccupati per protesta andavano a lavorare rendendosi utili in lavori per la collettività. Danilo Dolci voleva, con i disoccupati Siciliani, ricordare all’Italia intera che per la Costituzione Italiana il lavoro è un diritto ma anche un dovere se questo lavoro ha un’utilità pubblica. Durante la manifestazione Danilo Dolci fu arrestato assieme ad alcuni collaboratori, ne segui un processo che segnò un profondo sparti acque nell’Italia del dopoguerra.
Dalle vicende umane di questo gigante dimenticato abbiamo creato un pezzo teatrale che tenta non solo di raccontarne i momenti più importanti ma di evocarli con il corpo nudo del teatro.
Giuseppe Semeraro

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